Accordo di buonuscita per i dipendenti. I Consigli dell'Avvocato del Lavoro.

La gestione degli accordi di buonuscita è molto delicata e richiede sempre l’assistenza da parte di un Avvocato del Lavoro.

Per valutare la buonuscita, infatti, non è sufficiente arrestarsi alla valutazione della sua quantificazione economica (dato pur importantissimo) ma è indispensabile verificare modalità di risoluzione, preavviso, gestione dei benefit, titoli di erogazione delle somme, possibilità di outplacement, referenze ecc.

Entriamo quindi più nel dettaglio su cosa occorre considerare onde valutare la congruità di una accordo di buonuscita.

Anzitutto si deve partire dalla valutazione di congruità della proposta di buonuscita. In questo contesto, molto dipende dalla volontà datoriale di risolvere il rapporto di lavoro: se non c’è questa volontà, diventa difficile ottenere buoni risultati. In questo senso, quindi, quando il dipendente punta ad un accordo di uscita, e il datore di lavoro ha manifestato interesse in tal senso, occorre non manifestare il desiderio di uscire dall’azienda perchè si rivelerebbe controproducente.

In linea generale, comunque, per valutare la congruità dell’accordo si devono avere a mente le regole sui licenziamenti, ovvero conoscere le conseguenze a cui si esporrebbe un datore di lavoro in caso di licenziamento ingiusto.

La materia è molto complessa ma in questa sede possiamo considerare un range di 12 – 24 mensilità, tenendo conto dell’incidenza anche dei rate delle mensilità aggiuntive, dei premi, ecc, che dovranno essere considerate per quantificare l’incentivo all’esodo.

Importantissimo è l’accordo sul preavviso, che comunque è diritto del dipendente.

Rilevante, ai fini dell’accesso al trattamento di disoccupazione, è identificare nell’accordo di risoluzione una modalità che lo consenta, tenendo conto che l’Inps non eroga la disoccupazione per i casi di inoccupazione volontaria.

La sostanza di interesse per il dipendente nell’accordo di buonuscita è rappresentata dal grado di tassazione che le somme erogate avranno. L’incentivo all’esodo, in base al titolo per cui viene erogato, può al netto essere molto diverso.

Nella valutazione dell’incentivo all’esodo e dell’accordo di buonuscita dovrà poi essere valutata anche la componente dei benefit, potrà essere opportuno chiedere il rilascio di lettera di referenza e servizi di outplacement.

Tutte le questioni dovranno essere affrontate con l’Avvocato del Lavoro, per una valutazione complessiva e per redigere un accordo di uscita in linea con le aspettative, tenendo conto che i datori di lavoro, in genere, dovranno farsi carico anche dei costi di assistenza legale.

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2 Thoughts on “Accordo di buonuscita per i dipendenti. I Consigli dell'Avvocato del Lavoro.

  1. antonio  |  

    BUONGIORNO, qui si parla di un range che va dalle 12 alle 24 mensilità come incentivo all’esodo, mentre l’azienda che mi ha messo in preavviso non lavorato ( metalmeccanici pmi ) con un tempo come da contratto di 2 mesi e 15 g.g. mi offre come buona uscita al massimo 3500 €, l’equivalente a due stipendi e mezzo al netto, da firmare con accordo tombale il 01-02-2018,e il rappresentante sindacale ( UILM ) mi consiglia di accettare..!!!!!!!!!
    distinti saluti
    Bozzetto Antonio

    • Andrea Mannino  |  

      Buon giorno, tenga conto che la legge prevede il risarcimento del danno solo laddove il licenziamento sia dichiarato illegittimo. Laddove il licenziamento sia considerato legittimo, al lavoratore spetterà soltanto il preavviso.
      La proposta che le è stata fatta, fa presumere che il licenziamento sia in teoria legittimo ma la cosa andrebbe valutata con attenzione con l’assistenza di un Avvocato del Lavoro. Cordiali saluti

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