In questo articolo cerchiamo di dare risposta ad una domanda che si pone il lavoratore che si trova davanti a una lettera di licenziamento o ritiene possibile che gli venga intimato un licenziamento: se vengo licenziato a cosa ho diritto?
Va anzitutto fatta una distinzione tra diritti riconosciuti dal sistema degli ammortizzatori sociali dello stato e possibilità di ottenere un danno dal datore di lavoro che ha intimato il licenziamento.
La disoccupazione o NASPI
Il nostro sistema previdenziale riconosce ai lavoratori che perdono involontariamente il posto di lavoro il trattamento di disoccupazione.
Il primo diritto che hai, se vieni licenziato, è quindi quello di percepire il sussidio di disoccupazione (NASPI).
Le regole in termini di quantificazione del sussidio e di sua durata sono diversificate. In linea generale possiamo dire che la durata del sussidio di disoccupazione è pari alla metà delle settimane di contribuzione maturate negli ultimi quattro anni (e quindi, semplificando, possiamo dire che se hai lavorato negli ultimi 4 anni senza interruzioni hai diritto a due anni di NASPI) e che la misura del sussidio è misurata al reddito da dipendente ma con dei massimali.
Invitiamo a consultare le informazioni complete relative alla NASPI direttamente sul sito dell’istituto.
Va inoltre considerato che durante il periodo di copertura della NASPI c’è anche la copertura figurativa dei contributi e, quindi, si continua a maturare settimane utili per la propria pensione.
Eventuale risarcimento dal datore di lavoro in seguito a licenziamento
Quanto invece ai diritti che si possono valere nei confronti del datore di lavoro in caso di licenziamento gli scenari sono tantissimi e molteplici. Un ulteriore diritto che hai è quello di impugnare il licenziamento e opporti allo stesso.
Se il licenziamento è illegittimo, infatti, a seconda di diversi fattori che dipendono dal singolo caso (l’anzianità di servizio, le dimensioni aziendali, la ragione del recesso) si può avere diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro o a un risarcimento del danno, che può anche arrivare a 36 mensilità.
Chiaramente è indispensabile, se vieni licenziato, rivolgerti subito a uno studio come il nostro, per essere assistito e conoscere quali siano i tuoi diritti in caso di licenziamento e come possano essere fatti valere.
il mio datore mi ha chiesto di dare le dimissioni perché gli è calato il lavoro e amen mancano cinque mesi per andare in pensione come mi devo comportare.grazie
Buongiorno, in caso di calo del lavoro il datore di lavoro dovrebbe intimare il licenziamento e lei potrebbe accedere alla naspi, così riuscendo ad allacciare la pensione. Non asseconderei la richiesta di presentare le dimissioni perchè perderebbe questo beneficio
info su lettera licenziamento appena ricevuta per superamento del periodo di comporto
Buongiorno, suggeriamo di fissare un appuntamento direttamente sul nostro sito nella pagina prendi un appuntamento o chiamarci per fissare un appuntamento in studio.
Salve vorrei sapere a cosa vado incontro per 2 cose
Se do le dimissioni io
Se mi dimette lui
Cosa cambia? Lavoro da vari anni sempre part time con la stessa p.iva
Buongiorno, le regole sul recesso nei rapporti di lavoro autonomo (quindi non subordinato) dipendono da quali siano le previsioni contrattuali, quindi non esiste una regola generale. Buone feste
buongiorno. lavoro da 21 anni per una multinazionale che ha portato la produzione in Serbia. ci sarà una cessione di ramo d’azienda ad una ditta 400 km fa casa mia. se non accetto il trasferimento, a cosa ho diritto?
La questione andrebbe approfondita ma se rifiuta il licenziamento potrebbe essere licenziato (e ottenere la NASPI). Suggeriamo vivamente di approfondire la posizione con un legale del lavoro (se vuole un appuntamento on line lo può fissare con un nostro legale direttamente dalla pagina “prendi un appuntamento”)
Buongiorno, lavoro da 35 anni e 6 mesi nella stessa azienda, ora tutta l’azienda e ‘ in contratto di solidarietà, per calo di lavoro, impiegata 5 livello metalmeccanico. In caso di licenziamento, oltre alla Naspi, posso richiedere o ricevere direttamente dal datore di lavoro un’ indennizzo, se si di quanto mesi? Si tratterebbe nel caso di importo lordo con quale aliquota?
Buongiorno, in linea generale l’indennizzo è il corrispettivo che viene offerto al dipendente per rinunciare all’impugnazione del licenziamento o per prestare il consenso alla cessazione del rapporto. Pertanto, la misura dell’indennizzo – nell’ambito di un accodo – dipende molto dai motivi del licenziamento e da quanto questi motivi siano fondati. Pertanto, se dovesse ricevere il licenziamento dovrà consultare un avvocato del lavoro (se desidera, può prendere un appuntamento con noi anche a distanza dalla pagina prendi un appuntamento) e valutarne la fondatezza. All’esito, l’avvocato potrà dirle quale sarebbe una misura ragionevole di indennizzo. La quantificazione dipenderà anche dal numero dei dipendenti al momento del licenziamento e dalla situazione generale.