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Procedura di licenziamento collettivo 

Qual è la procedura di licenziamento collettivo? Cosa si può aspettare il dipendente nei casi di licenziamento collettivo? 
In questo articolo proveremo a dare semplice e chiara disposte a queste domande. 

In cosa consiste la procedura di licenziamento collettivo e in quali casi si applica?

Un licenziamento viene considerato collettivo quando coinvolge più di 5 persone in un arco temporale di 4 mesi. Al di sotto di queste soglie il licenziamento viene considerato individuale. 
Tra licenziamento individuale e licenziamento collettivo le regole sono molto diverse. Nel caso di licenziamento collettivo, in particolare, la legge prevede che l’impresa, prima di procedere con i licenziamenti, debba avviare una comunicazione alle rappresentanze sindacali maggiormente rappresentative, informandole sulle ragioni del licenziamento, sulle tempistiche, sulle persone coinvolte e sulle soluzione che intende adottare per minimizzare l’impatto.
A fronte di questa comunicazione la procedura di licenziamento collettivo prevede una fase di negoziazione con le organizzazioni sindacali che potrebbe sortire l’effetto di raggiungimento di un accordo che stabilisce le regole che dovranno essere rispettate dall’azienda per intimare i licenziamenti (quindi ad esempio quali saranno i criteri di scelta per intimare i licenziamenti, quante mensilità saranno offerte ai lavoratori licenziati ecc.). Attenzione, perché questi accordi non devono essere obbligatoriamente accettati dai dipendenti coinvolti che possono ben decidere di ricevere il licenziamento e poi impugnarlo per il tramite di un avvocato del lavoro.

Nel caso in cui la prima fase della procedura di licenziamento collettivo non sortisca un effetto, l’azienda deve tentarne una seconda davanti al Ministero.
Se anche in questa seconda fase non si dovesse trovare una intesa, l’azienda può procedere ad intimare i licenziamenti. 
In questo caso, i criteri per l’intimazione dei licenziamenti vengono stabiliti dalla legge e sono i seguenti:

  • anzianità di servizio
  • carichi di famiglia
  • esigenze organizzative

Dopo aver intimato il licenziamento, l’ultimo passo della procedura di licenziamento collettivo prevede che il datore di lavoro comunichi al centro per l’impiego i licenziamenti e ne specifichi i criteri di scelta applicati. 

Quando è possibile opporsi al licenziamento collettivo?

Qualora anche solo una fase della procedura di licenziamento collettivo venga violata, i licenziamenti intimati sono inefficaci e i lavoratori possono agire per conseguire il risarcimento del danno o la reintegra sul posto di lavoro, a seconda dei casi.

Una ulteriore ipotesi in cui i dipendenti possono opporsi ai licenziamenti è quella in cui vengano violati i criteri di scelta o il caso in cui i motivi posti alla base del licenziamento collettivo siano non veritieri.
Deve tenersi conto che la procedura di licenziamento collettivo in questo articolo è stata esposta in maniera molto semplice con la finalità di fornire informazione generali ai dipendenti che si trovano coinvolti in una situazione simile. 
Tuttavia le regole della procedura sono specifiche e complesse. Ci sono diversi termini di tempo da rispettare, sono diverse tra aziende di dimensioni diverse e anche le tutele sono diverse per i dipendenti assunti prima del 2015 o dopo il 2015. 
Per quanto, quindi, si possano trovare sul web informazioni anche complete sulla procedura di licenziamento collettivo è indispensabile rivolgersi a uno studio specializzato in diritto del lavoro per avere tutte le informazioni relative al proprio caso e sapere come meglio muoversi.

È opportuno, per i singoli casi specifici, richiedere un appuntamento cliccando qui sotto.

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