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L’indennità di trasferta nel CCNL commercio

Molto spesso i Clienti ci chiedono di sapere se è loro diritto percepire l’indennità di trasferta quando vengono comandati in missione dal datore di lavoro. 

In questo articolo ci occuperemo, in particolare, dell’indennità di trasferta nel CCNL commercio

Anzitutto va ricordato che la trasferta è la modifica solo temporanea del luogo di lavoro e si differenzia dal trasferimento (su cui abbiamo anche fatto un articolo con correlata lettera di impugnazione) proprio perché quest’ultimo comporta la modifica definitiva della sede di lavoro

Appurato il concetto di trasferta quale modifica temporanea del lavoro resta da chiedersi cosa significhi l’espressione indennità e quale siano le basi normative del suo riconoscimento. 

Cosa significa indennità di trasferta?

Indennità è un’espressione che deriva dal verbo indennizzare che significa risarcire i danni subiti o i sacrifici sostenuti. 

Lo scopo, quindi, dell’indennità è quello risarcitorio di spese o sacrifici sostenuti. È chiaro come nel compiere una trasferta il lavoratore debba sostenere delle spese e compia un sacrificio misurabile nell’ allontanamento dalla propria abituale sede di lavoro. 

Dal punto di vista legislativo dobbiamo precisare che non esiste una norma di legge che riconosca il diritto del lavoratore del settore privato a percepire una indennità di trasferta quando comandato in missione. 

Esiste solamente una normativa di natura fiscale che precisa come assoggettare le somme che vengono erogate ai dipendenti a titolo di indennità di trasferta: in caso di pagamento al lavoratore in trasferta della sola indennità forfettaria, quest’ultima è esente fino a 46,48 euro al giorno se avviene entro il territorio nazionale, fino a 77,47 euro al dì per la trasferta all’estero. Quindi le somme erogate ai dipendenti che eccedono detti importi dovranno essere assoggettate sia a contribuzione che a imposte. 

Per verificare se il lavoratore abbia diritto al trattamento di trasferta occorre quindi consultare il contratto collettivo applicato al proprio rapporto di lavoro e, come premesso, in questo articolo approfondiremo l’indennità di trasferta prevista nel ccnl commercio.

L’indennità di trasferta nel CCNL commercio

La normativa del contratto recita che al personale comandato in missione – fatta eccezione per gli operatori di vendita – compete:

  1. il rimborso delle spese effettive di viaggio;
  2. il rimborso delle spese effettive per il trasporto del bagaglio;
  3. il rimborso delle spese postali, telegrafiche ed altre, sostenute in esecuzione del mandato nell’interesse dell’azienda;
  4. una diaria non inferiore al doppio della quota giornaliera della retribuzione di fatto; qualora non vi sia pernottamento fuori sede la diaria verrà ridotta di un terzo.

Per le missioni di durata superiore al mese verrà corrisposta una diaria ridotta del 10%. Analogamente si procederà quando le attribuzioni del lavoratore comportino viaggi abituali.

In luogo delle diarie di cui al n. 4), il datore di lavoro ha facoltà di corrispondere il rimborso a piè di lista delle spese di vitto e alloggio, con trattamento uniforme per tutto il personale.

Dall’analisi della normativa si può desumere che, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute competa, secondo quanto previsto dal ccnl commercio, una indennità di trasferta per ogni giorno di missione non inferiore al valore della retribuzione giornaliera. 

Tuttavia lo stesso CCNL commercio consente al datore di lavoro di rimborsare al dipendente, a piè di lista, le spese di vitto e alloggio, senza che in questo modo competa al lavoratore il diritto al pagamento dell’indennità di trasferta.

Per concludere, quindi, non esiste un diritto al pagamento dell’indennità di trasferta nel ccnl commercio se il datore di lavoro rimborsa tutte le spese sostenute dal dipendente durante la missione.

Mi chiamo Andrea Mannino e sono un avvocato specializzato in Diritto del Lavoro

Rivolgiti a me per qualunque problema legato alla sfera lavorativa.

10 commenti su “L’indennità di trasferta nel CCNL commercio”

  1. ho un dubbio sull’identità di trasferta per un consegnatario nel commercio, gli è dovuta oppure no?
    va fuori regolarmente tutti giorni fuori provincia e fuori regione, ma rientra il pomeriggio.
    grazie

  2. Ma un impiegato del commercio che fa lavoro di magazzino ed anche trasporto merce quotidiano gli devono riconoscere qualche indennità come autista?
    Se poi mandato ad altra sede temporanea dicendo che non gli spetta nulla e dopo tre mesi gli dicono che non puo rientrare nella sua sede precedente gli spettava indennita di trasferta? E’ obbligato ad accettare?
    grazie
    saluti

    1. Se la sede viene modificata solo temporaneamente, allora non si parla di trasferimento ma di trasferta, quindi il dipendente ha anche diritto al rimborso delle spese per raggiungere la nuova sede e rientrare

  3. se nel contratto di lavoro settore commercio effettuo una trasferta in Italia e il datore di lavoro paga vitto e alloggio al dipendente che cosa spetta?

    1. Buongiorno, se la prassi aziendale prevede solo il rimborso delle spese di vitto e alloggio al dipendente non spetta altro

  4. Salve, articolo molto interessante!
    Cercando on line trovo varie versioni del CCNL del commercio.
    Sapete indicarmi quale è l attuale contratto di lavoro in essere?

    Grazie

  5. Salve avrei un dubbio sul possibile rimborso che mi spetterebbe per una trasferta:
    Orario di lavoro ordinario 9-13 e 14-18
    La trasferta con inizio alle 15 del giovedì con partenza dalla normale sede di lavoro.
    Orario di arrivo alle 19 e 30 dello stesso giorno – pernotto – e rientro a casa alle 21 e 30 del giorno seguente, ossia venerdì.

    Settore commercio e servizi.

    Che tipo di trattamento mi spetterebbe?

    Grazie in anticipo per le eventuali risposte.

  6. Buongiorno, vorrei sapere se nel CCNL Commercio, può un contratto includere nella paga annuale conordata tutte le eventuali l’indennità di trasferta e pernotto, anche fuori area di lavoro, fatte salve solo vitto, alloggio e trasporti? È una voce che dovrebbe compensare il disagio dello stare fuori casa e come tale è proporzione di quante trasferte si fa, non prestandosi facilmente a un fisso annuale prefissato. È consentito?
    Grazie

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