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Il danno da demansionamento è esentasse

Per l’Agenzia delle Entrate non è dovuta tassazione delle somme liquidate in via equitativa dal giudice del lavoro per risarcire il danno da demansionamento professionale del lavoratore, perchè il danno da perdita di chance non è fiscalmente rilevante.

Interpello 8 aprile 2022, n. 185

Il demansionamento è esentasse: è quanto è stato affermato dall’Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello 8 aprile 2022, n. 185.

Si era presentato un caso prospettato da una società che ha corrisposto ad un ex dipendente per demansionamento, a titolo di risarcimento danno ed accessori, la somma liquidata in sentenza, in via equitativa, dal Tribunale del Lavoro. Il giudice adito, in particolare, ha riconosciuto al lavoratore di aver subito un danno alla sua professionalità quale conseguenza del demansionamento, mentre ha negato il riconoscimento del danno non patrimoniale, biologico, morale ed esistenziale.


Sull’importo corrisposto la società ha operato, prudenzialmente, la ritenuta alla fonte di cui all’art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, provvedendo a versarla nei termini di legge (entro il 16 del mese successivo all’erogazione delle somme) e al rilascio della CU 2021.


Successivamente, l’ex dipendente ha notificato alla società atto di precetto affinché gli venisse corrisposta la differenza tra quanto liquidato in sentenza e quanto effettivamente ricevuto, contestando l’applicazione sulle somme ricevute delle ritenute alla fonte.

Ciò posto, l’Agenzia delle Entrate ritiene pertanto che le somme erogate dal datore di lavoro a seguito della lesione della capacità professionale del lavoratore sono da considerarsi esentasse, in quanto il danno da demansionamento è esentasse ed è configurabile come danno emergente; inoltre, non devono essere assoggettate a ritenute alla fonte ai sensi dell’art. 23 del D.P.R.n. 600 del 1973.

Mi chiamo Andrea Mannino e sono un avvocato specializzato in Diritto del Lavoro

Rivolgiti a me per qualunque problema legato alla sfera lavorativa.

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