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Dopo quanti giorni di assenza ingiustificata scatta il licenziamento?

L’assenza ingiustificata è una condotta che determina una responsabilità disciplinare del dipendente e che, se protratta nel tempo, può anche determinare come conseguenza il licenziamento. 

La questione è comunque complessa perché tanti sono i temi legati ad essa. 

Un primo tema è quello della natura disciplinare del comportamento. Nel nostro ordinamento laddove il lavoratore commetta una condotta disciplinarmente rilevante il datore di lavoro ha la facoltà di muovere nei suoi confronti una contestazione disciplinare. Attenzione, però, perché questa è solamente una facoltà e non è un obbligo. Questo significa che non tutti i casi di assenza ingiustificata fanno scattare un licenziamento, perché potrebbe succedere che l’azienda soprassieda e non eserciti alcuna iniziativa disciplinare nei confronti del dipendente. In questo caso, il rapporto di lavoro rimarrebbe “congelato” e il lavoratore non avrebbe diritto al pagamento dello stipendio. 

Se l’azienda decidesse invece di esercitare l’azione disciplinare per l’assenza ingiustificata allora il lavoratore, prima del licenziamento, riceverebbe una contestazione disciplinare, nella quale viene contestata l’assenza e richiesto al dipendente di fornire le ragioni a supporto della stessa. Laddove il dipendente non fornisse alcuna giustificazione o la stessa non dovesse essere considerata sufficiente dal datore di lavoro, allora quest’ultimo potrebbe procedere con il licenziamento ma solo qualora siano stati raggiunti i giorni di assenza sufficienti per far scattare il licenziamento.

Non esiste una legge che indichi dopo quanti giorni di assenza ingiustificata scatta il licenziamento, ma il numero di giorni di norma è indicato nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto. 

Pertanto, per poter rispondere alla domanda del titolo del presente articolo, è necessario che si consulti il CCNL e si analizzino ivi le previsioni. 

Ad esempio, nel contratto collettivo del commercio è previsto il licenziamento per le assenza ingiustificate di oltre tre giorni (ciò significa che i giorni di assenza dovrebbero essere almeno 4) in un anno solare. 

Il contratto collettivo dei metalmeccanici, invece, prevede che l’assenza ingiustificata che fa scattare il licenziamento sia quella che si protragga per oltre 4 giorni (quindi almeno 5).

Ci sono casi in cui il contratto collettivo però non indica nulla. In questi casi ci si trova in un vero e proprio vuoto normativo e non è possibile rispondere con certezza in ordine a quanti giorni di assenza ingiustificata potrebbero comportare il licenziamento. 

Tuttavia, considerando che la maggior parte dei contratti collettivi prevede il licenziamento a fronte di 4 o 5 giorni di assenza ingiustificata, è ragionevole affermare che con una settimana di assenza ingiustificata può scattare il licenziamento. 

Mi chiamo Andrea Mannino e sono un avvocato specializzato in Diritto del Lavoro

Rivolgiti a me per qualunque problema legato alla sfera lavorativa.

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