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Dopo quanti giorni di assenza ingiustificata scatta il licenziamento?

L’assenza ingiustificata dal lavoro è una delle problematiche più delicate nella gestione dei rapporti lavorativi. Le novità introdotte dall’art. 19 della Legge 13 dicembre 2024 n. 203, nota come Collegato Lavoro, offrono una procedura più snella per risolvere questi casi, evitando ai datori di lavoro di ricorrere al tradizionale licenziamento disciplinare. Vediamo nel dettaglio cosa cambia con le nuove disposizioni.

La disciplina attuale: dimissioni per fatti concludenti

Con l’aggiunta del comma 7-bis all’art. 26 del D.Lgs. n. 151/2015, la legge prevede che l’assenza ingiustificata protratta oltre il termine stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicabile possa portare alla risoluzione automatica del rapporto di lavoro.

Se il CCNL non specifica una durata massima, il termine è fissato in 15 giorni. Oltre questa soglia, il datore di lavoro può considerare l’assenza un comportamento concludente che indica la volontà del lavoratore di dimettersi.

Procedura: come funziona?

1. Comunicazione all’Ispettorato del Lavoro (INL):

Il datore di lavoro deve inviare una comunicazione ufficiale, preferibilmente tramite PEC, all’INL territoriale competente.

Questa deve includere:

  • Dati anagrafici e recapiti del lavoratore;
  • La motivazione della risoluzione;
  • Eventuali documenti a supporto.

2. Verifica da parte dell’INL:

L’INL è tenuto a esaminare la documentazione e verificare la veridicità della comunicazione entro 30 giorni, contattando il lavoratore o altre persone coinvolte.

3. Effetti della Comunicazione:

Se l’INL conferma che l’assenza è ingiustificata e il lavoratore non presenta prove valide (es. causa di forza maggiore), il rapporto di lavoro si considera risolto.

Assenza ingiustificata e NASpI: cosa cambia?

La nuova disciplina introduce un elemento chiave per i lavoratori: l’accesso alla NASpI (indennità di disoccupazione). In caso di risoluzione per assenze ingiustificate, il lavoratore potrà accedere alla NASpI solo se dimostra che l’assenza è stata causata da:

  • Forza maggiore (ad esempio un ricovero ospedaliero improvviso);
  • Fatti imputabili al datore di lavoro, come mancata comunicazione delle condizioni contrattuali o altre irregolarità.

Quanti giorni di assenza ingiustificata portano alla risoluzione del rapporto di lavoro?

Prima delle modifiche introdotte dalla Legge 203/2024, il licenziamento per assenze ingiustificate era regolato esclusivamente dai contratti collettivi e dall’art. 2119 del Codice Civile, con tempi variabili in base alla gravità del comportamento. Ora, il termine massimo è standardizzato a 15 giorni, salvo diversa indicazione del CCNL applicabile.

Questa novità semplifica notevolmente il processo per i datori di lavoro, riducendo gli oneri amministrativi legati al licenziamento disciplinare. Tuttavia, per evitare contestazioni, è fondamentale seguire scrupolosamente le procedure e fornire una comunicazione chiara all’INL.

Quali sono i Diritti del lavoratore?

Il lavoratore ha diritto di:

• Presentare prove a propria difesa, dimostrando che l’assenza era giustificata;

• Contestare eventuali irregolarità nella comunicazione del datore di lavoro.

Nel caso in cui l’INL riscontri violazioni da parte del datore di lavoro, come il mancato pagamento delle retribuzioni, può disporre la riqualificazione della risoluzione in dimissioni per giusta causa, garantendo la tutela del lavoratore.

Conclusioni: una normativa equilibrata

Le nuove regole mirano a bilanciare le esigenze dei datori di lavoro e i diritti dei lavoratori. Sebbene la risoluzione del rapporto per assenze ingiustificate sia diventata più semplice, è fondamentale che entrambe le parti rispettino le disposizioni di legge per evitare abusi o fraintendimenti.

Se hai bisogno di chiarimenti o consulenze specifiche, contatta il nostro studio legale: siamo qui per supportarti nella gestione dei rapporti di lavoro.

Mi chiamo Andrea Mannino e sono un avvocato specializzato in Diritto del Lavoro

Rivolgiti a me per qualunque problema legato alla sfera lavorativa.

25 commenti su “Dopo quanti giorni di assenza ingiustificata scatta il licenziamento?”

    1. Buongiorno e grazie per il contatto. Chiami in studio per fissare un appuntamento o proceda a fissarlo direttamente dal sito nella pagina “prendi un appuntamento”

  1. Salve, vorrei chiederle cortesemente alcune cose che riguardano l’assenza da lavoro ingiustificata.
    premetto che ho inoltrato con largo anticipo all’incirca a metà maggio c.a le dimissioni volontarie a mezzo e-mail a fare data di fine lavoro luglio c.a.
    alcuni mesi antecedenti a maggio sono stata in malattia presentando puntualmente il certificato medico fino a maggio scorso, dopodiché non ho fatto piu nulla e non mi sono recata più a lavoro, e attendevo la lettera di licenziamento da parte dell’azienda per i motivi descritti, ciò non è avvenuto anzi ho ricevuto lo “stipendio” irrisorio fino al mese scorso.
    la domanda è la seguente : come mai non sono stata licenziata dall’azienda e avere così l’assegno di disoccupazione come da mio diritto dopo aver svolto il lavoro da dipendente per oltre 17 anni per una società spa ? cosa bisogna fare in questo caso? l’assegno di disoccupazione se non erro dovrebbe essere percepito per due anni con scudetto il tempo di lavoro svolto, è esatto?
    la ringrazio in anticipo per la risposta
    cordialmente

    1. Buongiorno, il datore di lavoro non è obbligato a esercitare l’azione disciplinare e a licenziare il dipendente assente senza giustificazioni. Del pari, se non viene resa la prestazione di lavoro, non si viene remunerati. Cordiali saluti

  2. Buongiorno,ho una dipendente che ha deciso che non vuole più lavorare per quanto li ho ridotto l’orario lavorativo. Non vuole dimettersi perché vuole prendere la disoccupazione. Io se la licenzio cosa.mi costa? Sono 4 anni che lavorava da me con un contratto indeterminato di 8 ore a settimana. grazie mille.

    1. Suggeriamo di rivolgersi al suo consulente del lavoro per avere la quantificazione, che dipende dalla durata del rapporto e dalla retribuzione erogata nel corso dello stesso.

  3. buongiorno ,vorrei sapere cosa devo fare per avere riconosciuto il ruolo superiore in busta baga ,da anni lavoro in un azienda con inquadramento 4 livello ausiliare di vendita ma svolgendo mansioni superiori, da anni la richiesta è stata effettuata verbalmente ma ancora oggi non è stata considerata.

    1. Buongiorno vorrei per favore il datore ti può negare un permesso?
      E se per un giorno dai assenza ingistificata per tre ore mrzza.
      Cosa rischio?
      Il licenziamento ho solo un provvedimento disciplinare.
      Grazie

      1. Buongiorno
        si, è possibile che il datore di lavoro neghi un permesso. In caso di 3,5 ore di assenza ingiustificata il licenziamento, anche in caso di una recidiva, appare sproporzionato.

  4. sono stata in malatia 6 mesi non mi sono ripresa ancora dal intervento ci vuole ancora tanto tempo per riprendermi.Si non vado più a lavoro sarò licenziata???potrei prendere poi la dezocupazione??Grazie mille

    1. E’ possibile che una assenza non supportata da certificati medici possa portare il datore di lavoro a licenziarla per assenza ingiustificata, e in tal caso accederebbe alla NASPI. Il datore di lavoro, però, non è obbliato a licenziarla.

  5. Salve, l azienda dove lavoro ha qualche problema, non so se sono in corso pignoramenti o simili, le attività sono ferme da 20 giorni, credo di non avere più ferie, il titolare può tenermi così, in standby? Cioè, sono ancora assunto a tempo pieno e indeterminato ma non lavoro. Cosa posso fare? Perché non mi vuole licenziare? Grazie, saluti

    1. Valuti di scrivere una raccomandata per dire che è a disposizione per lavorare: questo le garantirebbe il diritto a percepire la retribuzione ordinaria. Se il mancato pagamento e il mancato lavoro si dovessero protrarre nelle settimane successive, potrà valutare di rassegnare le dimissioni per giusta causa.

  6. Salve. Ho ricevuto dal mio datore di lavoro un richiamo e 10 giorni di sospensione. nel frattempo sono in malattia e non intendo licenziarmi,aspetto che lo faccia lui. la domanda è: se continuo con la malattia e dopo averla chiusa non mi presento sul posto di lavoro,può il datore di lavoro licenziarmi? Grazie

    1. Si, è possibile che venga licenziata per assenza ingiustificata, ma è anche possibile, come previsto dalla nuova normativa entrata in vigore quest’anno, che – decorsi 15 giorni di assenza – effettui all’ispettorato del lavoro una comunicazione di assenza e, poi, consideri risolto per dimissioni il rapporto di lavoro.

  7. Salve. l’assenza deve essere di 15 giorni continuativi? oppure si possono sommare giorni intermittenti?
    Ovviamente assenze intermittenti possono comportare il licenziamento per giusto motivo, ma non per assenza ingiustificata nei termini della legge qui descritta? giusto? o no?
    per favore, grazie…

    1. Dipende da quale sono le previsioni del Contratto Collettivo applicato, se nulla dice il contratto collettivo, allora i 15 giorni sono continuativi

  8. Buongiorno, ho due operai marocchini sono 5 giorni che non si presentano al lavoro, ho provato a parlare con loro e mi hanno risposto che sono in ramadam non posso parlare, poi diventano agrasivi. Non hanno mandato nulla per giustificare le assenze, e li ho pagato regolarmente.
    Trascorsi 15 giorni li posso licenziare? Cosa mi comporta pagare al imps?
    Come mi devo comportare?
    Grazie mille per la vostra disponibilità

  9. Salve, sono dipendente di un azienda in malattia da ottobre 2024 per problemi di salute, se adesso avviso che non rientrerò ma senza giustificare con documentazione verrò licenziata? anche solo per un giorno di assenza non giustificata con documentazione ? avrò accesso alla Naspi??? resto in attesa di una vostra gentile risposta, buona giornata

    1. Buongiorno, in caso di assenza ingiustificata è possibile che il datore di lavoro la licenzi ma è anche possibile che faccia una comunicazione all’ispettorato territoriale e consideri risolto il rapporto di lavoro per dimissioni. Nel primo caso può avere accesso alla NASPI, nel secondo caso, no.

  10. salve, sono un infermiera a tempo indeterminato. se mi assento dal lavoro per 15 giorni il datore mi può licenziare?.dovrei pagargli un indennizzo (come un mancato preavviso) o no? grazie

    1. Buongiorno
      si, il datore di lavoro può decidere di licenziarla per assenza ingiustificata, senza pagamento di preavviso

  11. buongiorno
    sono stato in malattia per un intervento chirurgico, ho iniziato a lavorare, ho un contratto indeterminato edile che doveva essere di 8 ore al giorno purtroppo si lavora 10-11 ore al giorno, ho chiesto al datore di lavoro per le ore straordinarie perché non sono pagati, e lui mi ha detto che ho 2 opzioni
    1) devo stare zitto e andare a lavorare
    2)per firmare la dimissioni
    la domanda mia è con la mancanza di 15 giorni ha lavoro mi può licenziare o si puo dimettersi con la causa giusta per accesso NASPI

    1. Buongiorno, perchè non prova a proporre al datore di lavoro, di licenziarla, magari motivando il licenziamento con il fatto che si è rifiutato di sottostare a richieste illegittime e inaccettabili?

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