Jobs act: nuove regole dal Governo Renzi su contratto a termine e apprendistato

Il 20 marzo 2014 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un decreto legge (si badi, quindi: non una legge o un decreto legislativo ma un provvedimento d’urgenza, con efficacia di legge, che deve essere oggetto di conversione entro 60 giorni) che è intervenuto sulle regole di contratti a termine e apprendistato.

Il provvedimento sembra muoversi verso una direzione che assume il contratto a tempo determinato quale strumento contrattuale diffuso e con il quale avviene normalmente l’assunzione.

Ed infatti, dallo scorso 20 marzo, è possibile che i datori di lavoro si avvalgano per le assunzioni di contratti a termine anche senza il ricorrere di una causale che specifichi il ricorso all’apposizione del termine al contratto di lavoro alla sola condizione che la durata complessiva massima sia di 36 mesi e che la percentuale degli assunti a termine (fatta eccezione per alcune imprese, imprese di piccole dimensioni o altri casi previsti dalla contrattazione collettiva) non sia superiore al 20% dell’intero organico.

Peraltro, da oggi sarà possibile la proroga, sino ad 8 volte (e sempre nel limite dei 36 mesi) del contratto a termine, e senza ragione giustificativa.

Viene ripristinato il termine di 10 giorni per contratti inferiori a 6 mesi o 20 giorni per contratti a termine superiori a 6 mesi che deve intercorrere tra la stipula di un contratto a tempo determinato ed un altro.

L’acausalità, peraltro, è estesa e vale anche per i contratti di somministrazione.

E’ chiaro che questo tipo di intervento è destinato a riconoscere al contratto a termine la principale forma di stipula del contratto di lavoro e ad incrementare considerevolmente la precarietà nel mondo del lavoro.

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