Contratto di lavoro a termine: alcune novità introdotte dalla Riforma Fornero

La riforma del Lavoro proposta dal Ministro Fornero interviene su alcuni aspetti della disciplina del contratto di lavoro a tempo determinato. In primo luogo, viene introdotta la possibilità per le aziende di stipulare un primo contratto a termine, purché di durata non superiore a 12 mesi, senza dedurre in contratto alcuna motivazione. In precedenza, l’azienda che non adduceva un motivo di apposizione del termine al contratto di lavoro e che non fosse in grado di dimostrarne in giudizio la sussistenza, si esponeva al rischio che il lavoratore rivendicasse la conversione del rapporto a tempo determinato oltre al risarcimento del danno in misura predeterminata sino a 12 mensilità.

Viene inoltre ridefinita la disciplina sui periodi che devono intercorrere tra un contratto a termine e l’altro, ora fissati in 60 giorni, nell’ipotesi in cui il primo contratto a termine sia di durata superiore a 6 mesi, e 90 giorni nelle ipotesi in cui sia prevista una durata superiore. È bene precisare che il legislatore è successivamente intervenuto, con il d.l. 83/2012 accordando alla contrattazione collettiva la possibilità di individuare le fattispecie in cui i termini suddetti potranno essere ridotti rispettivamente a 20 e 30 giorni.

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