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Dicembre 2016

I controlli su borse e armadietti dei lavoratori, a parere del Ministero del Lavoro, sono possibili. Il caso di specie è sorto per un'istanza presentata al Ministero del lavoro presentata da una società operante nel settore della moda. Ebbene come noto l'art. 6 dello statuto dei lavoratori prevede che le visite personali ai lavoratori sono vietate a meno che non siano indispensabili ai fini della tutela del patrimonio aziendale. E' inoltre previsto che le visite personali devono avvenire solo all'uscita...

La malattia a "scacchiera" o "a macchia di leoparto", ovvero l'insieme di assenze fruite dal dipendente per malattia non continuative potrebbero determinare la legittimità del licenziamento per scarso rendimento. Sul punto è recentemente intervenuto il Tribunale di Roma, con una sentenza del 7 novembre 2016, a parere del quale, le numerose e sistematiche assenze del lavoratore a vario titolo, agganciate tra loro ed anche ai fine settimana, comunicate al datore di lavoro con scarso preavviso, valgono a qualificare la prestazione lavorativa...

Il rifiuto di svolgere le mansioni assegnate potrebbe non giustificare un licenziamento. Il caso affrontato dalla Suprema Corte di cassazione con sentenza del 7 ottobre 2016, n. 20222, vedeva una dipendente che, dopo aver richiesto per circa tre anni alla società il riconoscimento della qualifica superiore per aver svolto attività di manutentore di elicotteri senza ricevere riscontro, si rifiutava di svolgere le mansioni superiori affidate (solo queste). In conseguenza di tale rifiuto, la società, all'esito del procedimento disciplinare, comunicava il licenziamento alla...

La Suprema corte di cassazione è intervenuta sul tema della simulazione di malattia da parte del dipendente, dichiarando che è legittimo per il datore di lavoro avvalersi un'agenzia investigativa. Secondo la suprema corte, infatti (cass. 18507/16) il potere del datore di lavoro di verificare le condotte del dipendente mediante l'ausilio di una agenzia investigativa privata non può esaurirsi nel mero controllo della corretta esecuzione della prestazione lavorativa, altrimenti ponendosi in contrasto con le disposizioni degli artt. 2 e 3, l....

Con una recente sentenza la Corte Costituzionale ha dichiarato che anche il convivente more uxorio ha il diritto di fruire il permesso mensile retribuito per l'assistenza alla persona con handicap. Secondo la Corte, quindi, è illegittimo costituzionalmente l'art. 33 della L. 104/92 nella parte in cui non estende al convivente tale diritto perchè non estenderlo significherebbe un inammissibile impedimento all'effettività dell'assistenza e dell'integrazione ed in una conseguente mancata tutela della salute psicofisica del disabile. ...

Novità per i Dirigenti Commercio a partire dallo scorso luglio 2016. E’ stato infatti firmato l’accordo di rinnovo tra le organizzazioni sindacali ed ha ad oggetto vari temi del rapporto di lavoro del rapporto di lavoro dirigenziale dei Dirigenti Commercio. Continua a leggere!...

Con la sentenza n. 17247 del 23 agosto 2016 la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sull'ammissibilità e sulla validità di un secondo licenziamento intimato dal datore di lavoro. Il cao era quello di un lavoratore di Latina che aveva chiesto al Tribunale del lavoro che fosse dichiarata l'illegittimità di un licenziamento intimatogli da un datore di lavoro per giusta causa. Nelle more del giudizio il datore di lavoro intimava un secondo licenziamento, per superamento del periodo di comporto. La...

Retribuzione e restituzione di somme pagate in eccesso al dipendente: il datore di lavoro deve dimostrare che si è trattato di un errore essenziale e riconoscibile Con la sentenza del 15 luglio 2016 n. 14574 la Suprema corte di cassazione è intervenuta su una fattispecie in cui la società aveva corrisposto, in via cumulativa per le medesime prestazioni lavorative rese oltre l’orario di lavoro nelle ore notturne, sia un’indennità per lavoro notturno che un’indennità per lavoro straordinario, nonostante il contratto collettivo...

La suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13516 del 1 lugliio 2016, è intervenuta in tema di licenziamento per giustificato motivo oggettivo partendo da un caso sottoposto da una lavoratrice licenziata da un’azienda che non stava attraversando alcun momento di crisi ma ha provveduto ad una riorganizzazione dell’attività redistribuendo l’attività in precedenza svolta dalla stessa lavoratrice ad altri colleghi. La suprema corte di Cassazione ha evidenziato che il licenziamento per soppressione del posto di lavoro può derivare: - da...