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marzo 2015

Pubblichiamo il testo della normativa sul TFR in busta paga. Possono richiederlo al datore di lavoro i lavoratori dipendenti con anzianità di servizio di almeno 6 mesi. Sul piano fiscale, è conveniente per i lavoratori con reddito contenuto. D.P.C.M. 20 febbraio 2015, n. 29 (...

Con l'intervento del d.lgs. n. 23/15, meglio noto con il nome di Jobs Act, il Governo è intervenuto profondamente anche sul tema dell'indennità di disoccupazione e, più in generale, sulle forme di ammortizzatori sociali e reinserimento sul mercato di soggetti che si sono trovati in stato di inoccupazione involontaria (ovvero destinatari di licenziamenti per motivi organizzativi, ovvero dimissionari per giusta causa). Anzitutto vi sono novità per l'indennità di disoccupazione, dal 1 gennaio conosciuta con l'acronimo di Naspi, cui possono beneficiare i...

Pubblichiamo il testo del Jobs Act entrato in vigore il giorno 9 marzo 2015. DECRETO LEGISLATIVO 4 marzo 2015, n. 23 Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00037) (GU n.54 del 6-3-2015) Art. 1 Campo di applicazione 1. Per i lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempoindeterminato a decorrere dalla data di entrata in vigore del...

(da Guida al Lavoro n. 9/15) Con la recente pronuncia in commento, i giudici di legittimità tornano ad affrontare la questione relativa alla legittimità del licenziamento per soppressione della posizione lavorativa e lo fanno prendendo a riferimento il caso di un’azienda che, prima di procedere con il licenziamento per soppressione della posizione lavorativa del dipendente, ha costituito un apposito ufficio marketing al solo fine di poterlo chiudere poco dopo avervi adibito il lavoratore, nei confronti del quale, poi, si è proceduto a...

Risarcimento del danno per licenziamento illegittimo Cass., sez. lav., 13 gennaio 2015, n. 345 Nel caso di specie, a seguito dell’accertamento dell’illegittimità del licenziamento intimato ad un lavoratore, il giudice di primo grado ne ordinava la reintegrazione nel posto di lavoro. Successivamente, il lavoratore accettava la proposta conciliativa economica formulatagli dal datore di lavoro e, pertanto, rinunciava alla predetta reintegrazione. Veniva dunque promosso dal lavoratore un giudizio avente ad oggetto una domanda di accertamento della sussistenza del danno esistenziale e una di...

(Da guida al lavoro del 24 febbraio 2015) Nel contratto a tempo determinato, la mera inerzia del lavoratore dopo la scadenza del contratto a termine è di per sé insufficiente a far ritenere sussistente una risoluzione del rapporto per mutuo consenso in quanto, affinché possa configurarsi una tale risoluzione, è necessario che sia accertata - sulla base del lasso di tempo trascorso dopo la conclusione dell'ultimo contratto a termine, nonché del comportamento tenuto dalle parti e di eventuali circostanze significative -...